In arrivo il nuovo Dpcm: restano ancora aperti i nodi per scuola e negozi in zona arancione

2' di lettura 02/03/2021 - Il nuovo Dpcm (6 marzo-6 aprile), è sostanzialmente confermato secondo quasi tutte le anticipazioni. Restano aperte, prima della firma del neo-premier Draghi, la questione scuola e la questione negozi.

Una cosa è comunque già accertata, "Tutte le scuole, di ogni ordine e grado, saranno chiuse nelle zone rosse". Lo ha detto il coordinatore del Comitato Tecnico-Scientifico Agostino Miozzo dopo il vertice tenutosi lunedì 1° marzo a Palazzo Chigi. In zona rossa chiuderanno, oltre alle scuole, anche i barbieri e parrucchieri. La linea del governo è quella di recepire le indicazioni del Cts, ma c’è il nodo della Dad anche nelle zone dove l’incidenza cumulativa a 7 giorni sia superiore a 250 casi ogni 100mila abitanti e quelle nelle quali siano prese misure di isolamento per la circolazione di varianti: in pratica le zone arancioni scure. Su questo, in seno al governo, ci sono più opinioni che si sono confrontate animatamente: in tanti, sia nell’Esecutivo (ma anche nelle Regioni), vorrebbero una linea chiara e rigida.

L’allarme legato alle dilaganti varianti del coronavirus, hanno indotto a confermare la linea del rigore a partire da chiusure e coprifuoco, anche se, pandemia permettendo, dal 27 marzo riapriranno (nelle zone gialle), cinema e teatri. Fino al 27 rimarrà il divieto di spostamento tra Regioni. Come sempre, sarà consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, così come gli spostamenti motivati da esigenze lavorative, ragioni di salute o situazioni di necessità. Sarà consentito recarsi nelle seconde case in zona gialla o arancione solo al nucleo familiare e se la casa è disabitata. Non si potrà andare invece con amici e parenti, oppure, se le abitazioni - a meno di urgenti e necessari motivi - sono in zone rosse o arancione scuro. Permarrà la chiusura serale per bar e ristoranti.

Tra i ministri è maturata una forte divergenza su cosa fare nelle aree arancioni: se chiudere le scuole e disporre anche lo stop per negozi e centri commerciali. Il ministro della Salute Roberto Speranza, Dario Franceschini, Patrizio Bianchi e Stefano Patuanelli, chiedono di valutare l’opportunità di chiudere anche i negozi, per limitare focolai di contagio. A loro dire, non avrebbe senso chiudere gli istituti e lasciare aperti i centri commerciali. Giancarlo Giorgetti, Mariastella Gelmini ed Elena Bonetti sono invece dell’idea di non imporre misure troppo rigorose nelle zone non rosse. Per questi ultimi, chiudere i negozi in zona arancione, significherebbe ad estendere quasi ovunque le regole da zona rossa.






Questo è un articolo pubblicato il 02-03-2021 alle 11:28 sul giornale del 03 marzo 2021 - 341 letture

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